Il neo tecnico dell’Atalanta trova subito una gradita sorpresa appena assunto l’incarico: il big è pronto a riprendere il suo posto in campo
Un fulmine a ciel sereno. Ma forse nemmeno troppo, considerando il pessimo trend in campionato, spezzato però dalla prestigiosa affermazione corsara in Champions League a casa del temibile Marsiglia.

Nemmeno però il tempo di archiviare con soddisfazione la vittoria che ha proiettato la Dea al 16esimo posto provvisorio nella ‘Phase League‘ continentale, che è arriva subito una tremenda mazzata in Serie A. La netta sconfitta (0-3) maturata contro una squadra neopromossa – per quanto brillante nelle sue risorse e nella conduzione tecnica – come il Sassuolo è stata infine fatale per Ivan Juric, il tecnico già messo in discussione dopo la sconfitta di Udine del primo novembre ed evidentemente salvatosi dall’esonero solo grazie all’inaspettata vittoria in Europa.
Come da rumors abbondantemente circolanti già da qualche settimana, il prescelto è stato Raffaele Palladino, l’allenatore che lo scorso 30 maggio, appena 23 giorni dopo aver rinnovato fino al 30 giugno del 2027 il contratto con la Fiorentina, rassegnò delle clamorose dimissioni per divergenze insanabili con la dirigenza dei toscani.
Chiamato a risollevare una situazione di classifica a dir poco deludente (i bergamaschi sono a secco di vittorie dal 21 settembre), il mister napoletano esordirà su uno dei campi più difficili del nostro campionato: quello del Napoli Campione d’Italia in carica, ferito nell’orgoglio dopo gli ultimi risultati negativi.
Palladino ritrova il big: in campo nella difficile sfida di Napoli
Tornato tra i convocati nella gara che di fatto ha deciso le sorti del tecnico croato ex Roma, l’ex enfant prodige del calcio italiano spera di aver chiuso il suo infinito conto con la sfortuna.

Infortunatosi gravemente nell’ininfluente gara di campionato (proprio contro la Fiorentina) il 2 giugno del 2024 – quando andò anche a segno – Giorgio Scalvini fu costretto anche a saltare gli Europei con la Nazionale azzurra a causa della rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro e della capsula del menisco.
L’annata successiva non fu però esente da altri guai di natura fisica, come il problema alla spalla che lo costrinse ad un totale di oltre 140 giorni di lontananza dal terreno di gioco. Iniziata l’attuale stagione con la voglia di riprendersi quanto gli era stato sottratto da sotto il naso per pura sfortuna (il difensore centrale aveva raggiunto una valutazione di mercato superiore ai 50 milioni, con tante big italiane e straniere pronte a strapparlo all’Atalanta), il nativo di Chiari è stato costretto a fermarsi nuovamente. Stavolta a causa prima di un problema agli adduttori, poi per un fastidio al bicipite femorale.
Assente dai campi dalla gara del 19 ottobre con la Lazio, ora Scalvini è pronto a comandare la difesa nerazzurra sotto la guida di un nuovo tecnico. Un nuovo inizio – in tutti i sensi – che dovrà riportare tanto il talentuoso difensore quanto l’Atalanta stessa ai fasti vissuti fino a pochi mesi fa.





