Aerei pieni di dirigenti, agende fitte, telefonini che vibrano tra Roma e Milano. La Turchia non viene in Italia per turismo: è qui per fare mercato, con ambizione e metodo. Il resto sono dettagli che cambiano in fretta, come in ogni grande partita di calciomercato.
Il Galatasaray ha mandato il vicepresidente Abdullah Kavukçu in Italia. Non è una visita di cortesia. Il club sta mappando profili per gennaio, con il centrocampo al centro delle priorità.
Da agosto a dicembre il Gala ha testato più volte il terreno per Youssouf Fofana: il Milan non ha aperto e il giocatore, a oggi, non considera il trasferimento. Qui i margini sono minimi e la situazione può sbloccarsi solo con variabili nuove, non visibili al momento.
Il Gala ha già scosso l’inizio 2026 con la trattativa per Davide Frattesi e tiene nel mirino Teun Koopmeiners della Juventus. Anche qui la salita è ripida: per l’olandese si parla di un bilancio intorno ai 35 milioni, cifra che rende complesso costruire un’offerta convincente senza contropartite o creatività finanziaria. La sensazione, condivisa dagli operatori, è che il club turco stia lavorando su più tavoli per chiudere almeno un colpo pesante in mezzo al campo.
E lo fa con una strategia chiara. Budget disponibili, decisioni rapide, obiettivi riconoscibili. Non è solo shopping: è una campagna coordinata per alzare il livello della Süper Lig e portare subito leadership tecnica in rosa.
Il Fenerbahçe ha già mandato un segnale forte. Ha vinto il derby di Supercoppa contro il Gala grazie a Matteo Guendouzi, arrivato dalla Lazio per circa 30 milioni. Colpo costoso, simbolico e subito decisivo. È il manifesto di un progetto: investire, incidere, spostare gli equilibri.
Con l’ingresso di Raspadori all’Atalanta, si sono aperte le uscite: il nome caldo è Lookman. Si ragiona su una valutazione nell’ordine dei 30-40 milioni verso il Fenerbahçe. Dato importante: il nigeriano è in Coppa d’Africa con la Nigeria e giocherà la semifinale con il Marocco. Circola l’idea di un volo diretto da Casablanca a Istanbul, senza passare per Bergamo.
Il Galatasaray insiste sul centrocampo. Il Fenerbahçe alza la posta. L’Italia resiste dove può e cede quando i numeri convincono. Nel mezzo, telefonate notturne, relazioni di osservatori, valutazioni incrociate tra budget e spogliatoio. È il mercato d’inverno: breve, intenso, implacabile.
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