Giuseppe Signori è stato recentemente celebrato come il secondo miglior marcatore biancoceleste del dopoguerra e il terzo di sempre nella storia della Lazio, subito dopo Piola e Immobile.
Nei suoi primi due anni a Roma, Signori ha conquistato per ben due volte consecutive il titolo di capocannoniere sotto la guida di Dino Zoff. I tifosi, affascinati dalle sue prestazioni, lo hanno affettuosamente soprannominato “Beppe gol”, riuscendo così a riavvicinare molti sostenitori ai colori biancocelesti.
Nel 1993, Signori ha avuto un ruolo chiave nel riportare la Lazio a competere a livello internazionale, grazie alla qualificazione alla Coppa Uefa. L’anno successivo, con Zdeněk Zeman in panchina, è stato schierato come esterno offensivo nel 4-3-3, diventando una vera e propria bandiera della squadra e indossando la fascia da capitano dal 1994 al 1997.
Nel 1995, quando si è diffusa la voce di una possibile cessione al Parma, i tifosi hanno reagito con una forte protesta, fermando ogni trattativa.
Con la Nazionale italiana, Signori ha segnato 7 reti in 28 presenze e ha partecipato ai mondiali di Usa ’94. Durante quel periodo, è stato coinvolto in una polemica riguardante il suo impiego, che ha portato a un acceso diverbio con il CT Arrigo Sacchi prima della semifinale contro la Bulgaria.
Nella stagione ’95-’96, Signori ha conquistato per la terza volta il titolo di cannoniere della Serie A, diventando il primo nella storia della Lazio a raggiungere questo traguardo. Nel dicembre del ’97, si è trasferito alla Sampdoria, per poi passare al Bologna, all’Iraklis in Grecia e infine concludere la carriera nel 2006 al Sopron, in Ungheria.





